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Agosto in azione, da settembre si torna in gara!

Prosegue senza sosta e in tutta Italia l'attività delle compagnie e delle realtà che operano quotidianamente per diffondere il rafting e permettere al maggior numero di persone di beneficiare delle bellezze del nostro paese attraverso un punto di vista privilegiato, quello appunto che si può ammirare dall'acqua. Un mese di agosto durante il quale l'Italia del rafting si sta concentrando sull'attività turistico-promozionale, senza dimenticare però che a breve si tornerà a gareggiare anche dal punto di vista agonistico per titoli importanti.

Settembre sarà il mese che richiamerà in azione gli agonisti, impegnati in queste giornate in allenamenti finalizzati ad arrivare al meglio ai prossimi appuntamenti. E in particolare nel calendario si tornerà a gareggiare il prossimo 12 settembre a pochi passi da Vigevano con la prova del Trofeo Parigi 2024 nella specialità slalom. Titoli nazionali in palio invece il 18 settembre con la Coppa Italia - discesa classica valida anche come ulteriore tappa del Trofeo Parigi 2024 in programma a Gaiola. Il 2 e 3 ottobre invece ci si sposta in Veneto tra le acque del fiume Brenta dove andranno in scena le sfide valide per il Campionato Italiano di slalom per tutte le categorie e il campionato italiano discesa classica. Sabato dedicato al rafting, domenica invece spazio per i titoli nazionali hydrospeed. Il 17 ottobre nuovo appuntamento con il campionato italiano maratona R4 a Pescantina e ancora, il 30 ottobre, gara interregionale aperta e Trofeo Parigi 2024. Campionato italiano rafting e hydrospeed RX il 7 novembre presso il Rafting Team Verona per poi ritrovarsi il 14 novembre a Brugnato, in provincia di La Spezia, per la gara internazionale di maratona, sul mare. 

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Attraversando l'Italia. Rafting e Università, con il CUS Verona in Val di Sole

Università e sport. Un binomio al centro del progetto che ha spinto l’Università degli studi di Verona, attraverso il proprio Centro Universitario Sportivo, ad avvicinarsi al rafting; il tutto ha permesso di portare, a partire dal 2015, il CUS Verona al centro del progetto sportivo che ha preso le redini dell’attività iniziata nel 1984 in Val di Sole da Alessandro Mariani che assieme ad un gruppo di appassionati fondò il proprio centro rafting e canoa. Si chiamava XRaft; ed è da qui che ha preso linfa l’attività rafting del CUS Verona seguita oggi dal punto di vista tecnico da Mauricio Fernandez, guida di grande esperienza originaria del Cile che in Val di Sole ha stabilito la propria base, diventando punto di riferimento per l’attività nel territorio: “Mauricio è una delle guide di maggior esperienza che io conosca - ci racconta Alessandro mariani che del Cus Verona è coordinatore per quanto riguarda l’attività di rafting in Val di Sole - grazie a lui e ad un’altra decina di persone, tutte guide esperte, siamo in grado di proporre discese in tutti i tratti navigabili del Noce, facendo conoscere al maggior numero di appassionati ma anche turisti e non solo le magie del nostro sport”. 

 

Il Cus Verona ha ovviamente anche una sede nella città scaligera anche se al momento l’attività principale si concentra quasi esclusivamente sul Noce. Il rafting sull’Adige per il Centro Universitario Sportivo è comunque uno degli obiettivi futuri: “Prima del Covid eravamo riusciti ad acquistare un bel po’di nuove attrezzature, compresi i gommoni, con l’obiettivo di dar vita e potenziare anche l’attività agonistica - spiega Mariani - poi la pandemia ha rallentato il tutto e solo in queste settimane abbiamo ripreso in mano la questione con l’obiettivo di ripartire quanto prima. Con l’università a Verona le opportunità non mancherebbero; gli studenti desiderosi di avvicinarsi al rafting sono molti, così come sono molti i turisti e appassionati che guardano al nostro sport con curiosità. Sarà uno dei prossimi step per continuare la crescita che dal 1984 ad oggi ci caratterizza”. 

 

Studenti e studentesse quindi, ma anche persone esterne al mondo dell’università che possono tranquillamente avvicinarsi al nostro sport contattando il CUS Verona; la missione principale è quella di offrire opportunità a chi frequenta l’ateneo scaligero ma anche e soprattutto in Val di Sole l’attività è sviluppata a 360 gradi. Tornando all’aspetto agonistico, la partecipazione del CUS Verona ad alcuni eventi durante l’anno non manca con la volontà di incrementare la presenza di equipaggi “made in CUS Verona” a partire dai prossimi appuntamenti nazionali. 

 

Mariani, in passato anche vicepresidente della FIRaft, conosce da tempo questo ambiente. Nel 1982 aprì qui la prima scuola di canoa sul fiume Noce, ampliata successivamente al rafting e al suo sviluppo in un ambiente naturale che nulla ha da invidiare al resto del mondo. La Val di Sole, conosciuta ovunque, offre paesaggi incontaminati e una vicinanza alla natura, e al divertimento, uniche e tutte da provare. 

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Mondiali 2023, Firaft e istituzioni al lavoro, conferenza stampa a Sondrio

Campionati del mondo 2023; il grande evento che coinvolgerà la nostra Federazione con l’organizzazione del massimo evento internazionale tra due anni è stato presentato ieri nella sala consiliare di Palazzo Pretorio, a Sondrio, alla presenza delle autorità e del Presidente Firaft Benedetto del Zoppo. Una conferenza stampa durante la quale sono state date le prime informazioni relative al grande evento agonistico, con il comitato organizzatore al lavoro per definire gli ultimi dettagli e avviare a pieno regime gli ingranaggi che porteranno il mondo nel cuore del nostro paese.

 

40 nazioni attese al via come prospettiva di base, più di un migliaio di persone coinvolte per un evento che porterà ancora una volta l’Italia e in questo caso la Valtellina al centro del mondo. “E’una bella sfida perchè il 2023 oramai è alle porte. La data precisa è ancora in fase di definizione tra la fine di giugno e i primi di luglio ma è chiaro la andremo a definire al più presto anche dopo aver sentito le varie parti coinvolte, non ultimi gli enti preposti per la gestione della risorsa idrica nel territorio. La fortuna è che possiamo avere un fiume Adda regolato al millimetro grazie alla loro collaborazione e questo è un aspetto fondamentale per la perfetta riuscita agonistica e tecnica dell’evento”. 

 

Al fianco del comitato organizzatore e della nostra Federazione anche le istituzioni del territorio, sempre più attente al mondo del rafting sia come veicolo di crescita turistica ma anche, come in questo caso, strumento grazie al quale far conoscere l’Italia e il mondo del rafting di casa nostra al resto del mondo. Ed è un’Italia che dopo i brillantissimi risultati ottenuti al mondiale in Francia si prepara ovviamente anche dal punto di vista agonistico, oltre che organizzativo, all’evento iridato da disputarsi tra le acque amiche dell’ “Adda” tra meno di due anni.

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Attraversando l'Italia. Nel Parco del Nera il rafting è protagonista

Vivere in un territorio straordinario, come quello del “Parco Fluviale del Nera” nell’area comunale di Terni, permette di essere costantemente a contatto con la cascata delle Marmore, una delle attrazioni di questo angolo di paradiso tra i fiumi Velino e Nera.

 

E fu proprio quella cascata ad incuriosire un bel po’di anni fa i fratelli Pietro e Giovanni Dall’Oglio, appassionati e curiosi ma anche e soprattutto esploratori e protagonisti di discese lungo le rapide più impetuose di moltissimi fiumi in tutto il pianeta. A parlarci di come, nel 1987, il “Centro Canoa e Rafting Le Marmore” ha preso vita, è oggi Paolo Formichetti, coordinatore del centro rafting assieme a Stefano Pierini: “Ci riteniamo fortunati per avere la possibilità di lavorare e portare avanti l’attività del rafting ma anche di molte altre discipline sportive in un ambiente così bello - spiega Paolo - l’impegno è quotidiano così come le soddisfazioni, ma senza quell’intuizione che ebbero Pietro e Giovanni Dall’Oglio tutto questo, oggi, non sarebbe possibile”. 

 

La storia, che profuma di leggenda, è curiosa e va conosciuta: “Di ritorno da una delle loro spedizioni in Perù, Pietro e Giovanni si ritrovarono a guardare e ad osservare per un bel po’di tempo la cascata delle Marmore; all’improvviso si accese in loro la curiosità: “Dove finirà tutta quest’acqua che scende dalla cascata e sembra scomparire?” si chiesero. Approfondirono la situazione, esplorarono il territorio circostante e scoprirono un canale pieno di tronchi e impraticabile sotto tutti gli aspetti. Anzichè perdersi d’animo decisero allora, con un gruppo di amici, di bonificarlo e di renderlo navigabile per dar vita ad una prima ed embrionale attività. La possibilità di navigare a pochi passi dalla cascata delle Marmore accese i riflettori, non senza difficoltà, su questo territorio. Dialogando di volta in volta con le varie amministrazioni del comune di Terni balzò all’occhio l’importanza di questo territorio per lo sviluppo e il rispetto dell’ambiente. E le cose cambiarono”. 

 

Oltre alla navigazione venne migliorata anche la ricettività del territorio con la pulizia e la rimessa a nuovo dei tanti sentieri che partono e arrivano alla cascata delle Marmore, creando così una vera e propria rete di percorsi che nel corso degli anni sono diventati sempre più conosciuti: “Oggi nel parco transitano decine di migliaia di persone all’anno - prosegue Paolo - noi gestiamo il centro rafting che rimane di proprietà dei fratelli Dall’Oglio, portando avanti i loro valori e il loro credo, puntando sul turismo e sulla capacità di fare aggregazione in un ambiente unico. Siamo, come già detto, fortunati e proprio per questo cerchiamo di impegnarci per tenere pulito e il più possibile incontaminato questo angolo di paradiso. Durante le piene arrivano anche da noi ingenti quantità di plastica che provvediamo, con le nostre guide e i nostri volontari a pulire nel minore tempo possibile per far si che il fiume possa tornare subito navigabile e il nostro centro operativo. Viviamo in un paese, l’Italia, straordinario sotto molti aspetti. A noi il compito di tenerlo pulito e valorizzarlo al meglio”. 

 

Il Centro Rafting Le Marmore prende vita ufficialmente nel 1987. A distanza di oltre trent’anni e ad un passo dal celebrare i suoi 35 anni di vita, rimane un punto di riferimento per l’attività del centro Italia, ma non solo. Paolo Formichetti, oltre a coordinare il centro, è anche referente per la regione Lazio della nostra Federazione.

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Attraversando l'Italia. Rafting Aventure, passione e forza "rosa dalla Val d'Aosta

Non è esagerato dire che se parliamo di rafting italiano al femminile, un sinonimo potrebbe essere Rafting Aventure. La compagnia valdostana, uno dei punti di riferimento per tutto il nostro paese in merito al nostro sport, è quella che anche al recente mondiale, e nelle selezioni di avvicinamento all’appuntamento iridato, ha recitato un ruolo importantissimo. 

Elodie Lumignon, Letizia Lauri, Gaia Mascarello e Carlotta Scalvino a L’Argentiere la Bessee hanno tenuto altissimo il tricolore italiano conquistando l’argento nella classifica generale, nell’RX e nello slalom e la medaglia d’oro nella discesa classica. Un poker di medaglie di un club che oggi parla sempre più al femminile. Fondatore è Danilo Barmaz, che inevitabilmente non ha bisogno di presentazioni e che dopo anni al vertice della Federrafting è oggi il numero uno della World Rafting Federation. A portare avanti allora l’attività in Valle d’Aosta, nel cuore di Rafting Aventure, è la figlia Gail, 20 anni e una grande passione per il rafting e per la gestione della realtà valdostana: “Dopo qualche anno da canoista mi sono avvicinata, inevitabilmente al rafting - spiega Gail - a differenza di mio padre però a me piace più l’aspetto gestionale che quello agonistico ed è su questo fronte che mi sto orientando per portare avanti l’attività di Rafting Aventure”. 

Tre sedi; una a Villeneuve, l’altra ad Arnad entrambe in Valle d’Aosta e una terza lungo il Po, nel Monferrato, permettono a Rafting Aventure di portare avanti sia l’aspetto agonistico, con tanto di medaglie, ma anche l’aspetto turistico: “Dal punto di vista della crescita e della ricettività turistica stiamo crescendo, il rafting qui è arrivato molti anni fa ma c’è tanta voglia di crescere e di offrire sempre più opportunità ai turisti, per stare all’aria aperta, a contatto con l’acqua e con la natura. 

Dal punto di vista agonistico siamo in un ottimo momento e i frutti del lavoro di questi anni si stanno facendo vedere - prosegue Gail - Rafting Aventure è la prima scuola rafting d’Italia, fondata da mio padre Danilo e da alcuni canoisti nel 1987. Dopo aver navigato in tutto il mondo, solcando le acque di fiumi impetuosi sia europei ma anche extraeuropei come quelli americani, una volta rientrato in Italia ecco l’idea di portare il rafting anche qui. Inizialmente si era partiti per fare un’attività divertente e spensierata. Ma di anno in anno siamo cresciuti, nel 2010 è arrivato il riconoscimento da parte del Coni con il rafting che è diventato quindi disciplina sportiva anche su indicazione del massimo organo sportivo nazionale. Fu quello un ulteriore punto di svolta e di crescita che ci ha permesso di spingere ulteriormente anche sull’aspetto agonistico e sulla crescita di tutta l’Italia del rafting”. 

Agonismo che oggi vede il rafting in rosa come punta di diamante del sodalizio valdostano; ma alle loro spalle c’è anche altro: “Elodie, Letizia, Gaia e Carlotta sono l’apice di un gruppo che può contare anche su altri atleti e su un equipaggio maschile che è nato da poco e che punta a crescere giorno dopo giorno. L’intesa con cui l’equipaggio vicecampione del mondo assoluto si esprime oggi è frutto di un incontro casuale, datato 2018, grazie al quale le nostre quattro splendide atlete si sono ritrovate sullo stesso rafting e da lì, a suon di risultati, non sono più scese. Con gli allenamenti lungo la Dora, i raduni e le gare sono un vero punto di riferimento anche per i giovani e le giovanissime che si avvicinano a questo nostro sport e che, vedendole, sognano magari di emularne le gesta. Il loro esempio è importante, il nostro compito è quello di star loro vicini”. 

Da fine maggio a metà settembre, il rafting in Valle d’Aosta è oramai una certezza. Rafting Aventure ha saputo coniugare turismo e agonismo nel migliore dei modi, esempio di come lavorando con organizzazione e passione si possono ottenere risultati al di sopra di ogni più rosea aspettativa. 

 

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Mondiali 2023, la WRF sceglie la Valtellina!

Archiviato il mondiale francese con un successo che per certi versi è andato anche oltre ogni più rosea aspettativa, l’Italia guarda avanti e lo fa con le idee chiare e con una buona notizia per tutto il movimento. Dopo L’Argentiere la Bessee 2021, il prossimo campionato del mondo di rafting in programma nel 2023 si svolgerà in Italia, e nello specifico in Valtellina.

Durante la cerimonia di chiusura del campionato iridato transalpino è avvenuto il passaggio di consegne e della bandiera della World Rafting Federation, consegnata nelle mani del Presidente FIRAFT Benedetto del Zoppo: “La Valtellina tornerà ad ospitare un grande evento internazionale tra le rapide – commenta – gli atleti gareggeranno in parte sul percorso già sfruttato al meglio in occasione dei mondiali di canoa discesa del 2014, ma anche su nuovi tratti. Siamo felici e per tutto il rafting ed il pararafting italiano è questa una grandissima occasione di ulteriore crescita; occasione che ci carica e ci responsabilizza in maniera totale”.

Rafting e pararafting che nel 2022 porterà in scena, all’estero, i campionati del mondo under 19 e under 23 per poi lasciare spazio, come detto, ai mondiali senior 2023 in Italia. Per quanto riguarda il proseguimento della stagione 2021 invece, dopo il mondiale francese gli equipaggi italiani torneranno a sfidarsi negli eventi nazionali in programma da qui ai prossimi mesi: “La stagione entra nel vivo ora per gli eventi di casa nostra – prosegue il presidente Del Zoppo – a fine luglio spazio ai campionati italiani “downriver” in Valle D’Aosta; poi a seguire i campionati italiani slalom a Valstagna (VI) e a seguire, fino a novembre, campionato italiano RX a Verona e di maratona a Pescantina. Stagione quindi ancora intensa e non vediamo l’ora di tornare a gareggiare”.

Un’estate di grandi eventi ed agonismo quindi. Il rafting non si ferma mai!

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